Brian

COVO CLUB, ZONA ROVERI & DNA CONCERTI presentano

in concerto:

THE BRIAN JONESTOWN MASSACRE

(USA – psych rock – A Records)

@ Zona Roveri Music Factory, via dell’incisore 2, Bologna

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Ingresso concerto: 18 € + d.p.

Ingresso riservato ai soci ARCI.

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PREVENDITE DISPONIBILI dalle 12 di lunedì 23 maggio su Ticketone e Vivaticket e nei relativi circuiti di vendita.

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The Brian Jonestown Massacre, veri e propri miti della musica alternativa americana, arrivano a Bologna per una data da non perdere.

Nati a San Francisco nel ’90, in omaggio al leggendario chitarrista dei Rolling Stones, i BJM ruotano attorno alla mitica figura di Anton Newcombe, vero e proprio guru della scena neo-psichedelica californiana. Anton è un talento tanto geniale quanto controverso: una vita folle che si tramuta in genialità musicale.

La storia del gruppo è partita dagli anni 90 e nel corso di quasi vent’anni di carriera ha ridefinito I canoni della ricerca rock attraverso la psichedelia, pubblicando album che hanno reso la band un vero e proprio culto nella scena alternativa mondiale, come Methodrone, l’incredibile debutto del 1995, fortemente influenzato dallo shoegaze, Their Satanic Majesties’ Second Request, un omaggio straordinario alla psichedelia degli Stones, Thank God for mental Illness, Give It Back!, This Is Our Music e i più recenti Who Killed Sgt. Pepper? Aufheben e Revelation.

Capaci di live shows selvaggi ed imprevedibili i BJM, a causa del carattere instabile del loro frontman, negli anni hanno ruotato oltre 40 musicisti, alcuni diventati molto famosi: nei BJM hanno suonato membri di Black Rebel Motorcycle Club, Warlocks e Dandy Warhols. Proprio grazie a questi ultimi i BJM hanno raggiunto il picco della loro popolarità, quando nel 2004 uscì il documentario Dig!, vincitore del Sundance Festival. Il film documentava l’epopea dei due gruppi, i Dandy Warhols lanciati verso il successo mondiale e i BJM frenati nel loro imporsi alla ribalta del grande pubblico dalla “impossibilità di essere normale” di Newcombe e dal suo assoluto disinteresse per tutto ciò che non fosse inerente alla ricerca di ispirazione musicale. Dig! descriveva Newcombe come un “loser” votato all’autodistruzione e si concludeva con la scena del suo arresto dovuto all’aggressione ai danni di un fan durante un concerto. Il musicista, che non si riconosce nella figura descritta nel film, è recentemente diventato padre e continua la sua personale ricerca musicale che contempla la reinterpretazone di vari generi, dal rock al folk, passando attraverso la psichedelia dei sixties, circondato dalla stima e dal rispetto di critica, musicisti e di una vasta platea di fans sparsi ormai in tutto il mondo.

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